Piano Advertsing RE/MAX 4YOU

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Il piano advertising mira ad elevare il livello e la considerazione che le persone hanno del nostro marchio. I benefici non sono solo quelli visibili immediatamente a breve termine, ma nel lungo permette all’agenzia di alzare l’asticella verso la concorrenza che non utilizza questo tipo di promozione.

L’obiettivo è mostrare il marchio RE/MAX 4YOU il più possibile in tutte le sedi possibili. Non direttamente per vendere o per acquisire, in quanto questo avviene naturalmente in un secondo momento, ma per dimostrare a clienti e consulenti la forza comunicativa dell’agenzia, che andrà a incidere direttamente sulla propria reputazione e giro d’affari.

 

Home Advertising

Pubblicizzando i migliori immobili a disposizione non se ne aiuta direttamente la vendita, data la grandezza del pubblico a disposizione e la difficoltà nel raggiungere il target desiderato (non è possibile infatti scegliere di mostrare i propri ads solo a chi desidera acquistare casa).

Il messaggio pubblicitario al contrario è indirizzato a ottenere maggiori acquisizioni:”Con RE/MAX 4YOU il tuo immobile verrà pesantemente pubblicizzato”.

Perchè i risultati non arrivano subito?

E’ improbabile che il pubblico di riferimento abbia subito immobili pronti da vendere, ma con la giusta diffusione del marchio ed una promozione giornaliera l’acquisizione di nuovi immobili è solo questione di tempo.

Perchè tutti i giorni?

La pubblicità intesa come strategia una-tantum per raggiungere un’obiettivo, è fallimentare. Persino i target più facili da convincere per motivi psicologici (nicchia dei prodotti di perdita peso, perdita capelli ecc. ecc.) hanno bisogno di vedere più volte il marchio, per convincersi a fidarsi del prodotto. La maggior parte della pubblicità mira a creare fiducia nel consumatore con dei semplici meccanismi: arruolando personaggi famosi, offerte a prezzi dimezzati per qualche mese, aumentando la percezione di un marchio come internazionale, campagne di fidelizzazione per i vecchi clienti, ecc.

A livello psicologico la prima volta che vedrò il marchio 4YOU ad una casa non sarà cambiato niente, la seconda avrò cominciato a farci caso, la terza mi sarò convinto che 4YOU è un’agenzia immobiliare competitiva.

 

Recruiting

Essendo cambiare lavoro o azienda tra le decisioni più importanti per una persona, non basterà solo la pubblicità.

Le persone decidono di cambiare per migliorarsi, e prima di farlo vogliono la garanzia assoluta che ci sia la possibilità che questo avvenga. Sebbene con un pubblicità massiva sia possibile conquistare la fiducia di gran parte delle persone, per assicurarsi personale di un certo livello bisogna andare un passo oltre: trasformare le promesse in realtà e mostrarlo all’esterno.

Non basterà promettere di essere l’agenzia più tecnologicamente avanzata, ma bisognerà dimostrarlo. Così come non basterà dire di avere i migliori consulenti, ma bisognerà dimostrarlo.

Proprio per questo è necessario che ogni consulente si mostri al pubblico e dimostri ogni giorno le proprie conoscenze e competenze come professionista oltre ad una superiorità morale come persona privata.

Questo non può essere costruito artificialmente, ma è necessario che ogni consulente si faccia carico di voler mostrare e dimostrare di essere un professionista competitivo nel mondo della condivisione 2.0.

E’ ovvio che in un primo momento, specialmente per chi non è abituato a condividere con l’esterno, può sembrare complicato costruirsi un pubblico di riferimento, ma lavorandoci ogni giorno con la stessa costanza, i risultati sono garantiti.

Dunque per il recruiting abbiamo individuato 3 modi per aumentare il grado di considerazion dell’agenzia: la migliore pubblicità, la migliore tecnologia ed i migliori professionisti.

 

Budget

Per poter svolgere efficacemente quanto descritto, il minimo di persone da raggiungere nei 4 mesi di sponsorizzazione è di circa un milione al mese, con target divisi a seconda degli obiettivi. In linea di massima, abbiamo detto che la % di conversione in una campagna ben riuscita è del 3%, ma è anche vero che questa percentuale varia sensibilmente a seconda del settore. Ad esempio moda e gioielli convertono >2%, prodotti finanziari >1,5%, informatica e tecnologia >3%. Per il mercato immobiliare, almeno in italia non esistono studi di riferimento, mentre negli USA la % di conversione si aggira intorno allo 0,5-1%

Il budget giornaliero minimo per raggiungere una quantità di persone abbastanza numerosa è di circa 30€ weekend compresi.

 

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Plan RE/MAX 4YOU

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Video Tour Presentazione

Non la solita statica e silenziosa presentazione, dai modo a chi interagisce con i tuoi contenuti di ricordarsi di te. Presentazioni colorate, vivaci, simpatiche e fuori dagli schemi, ma comunque professionali. Contenuti di intrattenimento al di là delle intenzioni di acquisto. Eleborazione di uno stile di descrizione che riconduca immediatamente al brand 4YOU.

Leggerezza, simpatia e competenza:

 

Virtual Tour 3D

L’ultima novità in fatto in Real Estate. I virtual tour permettono di esplorare ogni più piccolo dettaglio con i propri tempi, senza per forza dover rispettare il ritmo di un video. Funziona per qualsiasi tipo di immobile, e momentaneamente, rimane ancora una novità poco sfruttata da poter giocare in fase di acquisizione.

 

Panoramiche Drone

Una soluzione magnifica per mostrare dall’alto ville e attici. Panorami mozzafiato per lasciare gli acquirenti a bocca aperta ed un tocco ulteriore di professionalità da sfruttare con consulenti ed acquisizioni. Utilissimo anche per girare video all’interno di proprietà piuttosto grandi.

 

 

Video Ads

Coinvolgi chi interagisce con te! Ancora una volta, video pubblicitari leggeri e vivaci ma comunque professionali per far conoscere il tuo marchio e lasciare un’impronta precisa.

 

 

 

 

 

Costi

Sony DSC-HX60 Fotocamera Digitale Compatta, FHD, Cyber-shot, Sensore CMOS Exmor R da 20.4 MP, Zoom Ottico 30x, Nero

Price: EUR 243,00

4.4 su 5 stelle (174 customer reviews)

58 used & new available from EUR 193,41

Ricoh THETA S Fotocamera Digitale 360°, 12 MP, Video Full HD 30 fps, Memoria Interna 8 GB, Nero

Price: EUR 321,39

4.4 su 5 stelle (66 customer reviews)

19 used & new available from EUR 287,23

 

Cosa può essere offerto ai consulenti?

L’investimento in attrezzatura mira ad avere un maggior appeal tra i consulenti immobiliari, i quali nelle loro strutture attuali non hanno questo tipo di mezzi a disposizione.

In questo modo 4YOU può essere l’unica agenzia nel mercato immobiliare ad offrire:

  • Gestione Social (FB, LinkedIN, Instagram, Youtube, ecc.)
  • Social Ads
  • Sito di agenzia remax.it/4you + remax4you.it
  • Sito standard remax.it/ferriquez + sito personalizzato  FrancescoErriquez.it
  • Fotografie in 4k
  • Video in 4k
  • Video presentazioni in 4k
  • Riprese panoramiche con drone
  • Virtual Tour 3d
  • Video Ads
  • Presenza sui portali immobiliari

Non solo consulenti, anche acquisizioni. Le stesse identiche parole possono essere spese per convincere a vendere con RE/MAX 4YOU.

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Businness Plan Progetto Mining

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Investimento Iniziale

Per ottenere il massimo in ambito mining, la configurazione adeguata consiste in una macchina multi-gpu Z97 o le più recenti Z170/270 con 6 schede ATI RX 470 con un rate ciascuna di circa 26-28 MH/s, un processore economico di tipo Celeron, un alimentatore adeguato al compito di circa 1200W e memorie DDR3 o DDR4 da 4 a 8 GB.

Il costo per una macchina di questo tipo si aggira intorno ai 1500€, con un consumo watt orario medio di 800W.

Vanno considerate anche le spese di costituzione, mantenimento e contabilità di una società nel caso in cui il progetto coinvolga più persone.

Il minimo di macchine da acquistare per coprire la spesa iniziale entro i primi 3 mesi di attività, a meno di particolari piani di espansione a cui seguano ulteriori investimenti oltre quello inziale, è di circa 4 macchine con 6 GPU ciascuna ed una potenza di calcolo di circa 672 MH/s.

 

Spese Fisse

Le spese fisse da considerare per l’attività di mining sono:

– affitto di una sala da adeguare a datacenter (300€/mese o meno)

– rete internet adeguata allo scopo (dai 30 agli 80€/mese a seconda dell’operatore scelto).

– 300€/ mese o meno per l’energia elettrica. (3200W/ora * 24ore * 30 giorni)

 

Profitto Iniziale

Con l’aiuto di un calcolatore specifico, possiamo stimare la quantità giornaliera di Ethereum minato con la potenza di calcolo accumulata. Con 672 MH/s vengono minato circa 0.3735 ETH al giorno, al momento pari a 100€ circa (132€ se si considera il valore di 1 ETH = 400$) per un totale mensile di circa 3304.00 € lordi (3976€ lordi con 1 ETH = 400$).

Detraendo le spese il profitto netto ammonterebbe a circa 2900€ (o 3500€ con 1 ETH = 400$).

 

Piano di Espansione

La percentuale di profitto, sale costantemente in base al numero di computer utilizzati. Se si utilizzasse parte del profitto per acquistare 1 nuovo pc ogni mese, il profitto viene raddoppiato nel giro di 3 mesi:

5 PC ( 30 GPU, 4000W, 840MH/s) = 14 ETH/mese (4130€ o 4970€ con 1 ETH=400$)

6 PC (36 GPU, 4800W, 1008MH/s) = 16.81 ETH/mese (4958€ o 5967€  con 1 ETH=400$)

7 PC (42 GPU, 5600W, 1176 MH/s) = 19.61 ETH/mese (5785€ o 6961€ con 1 ETH=400$)

la fase di espansione può continuare praticamente all’infinito.

 

 

 

 

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Business Plan per un ecommerce di preziosi

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Analisi del mercato globale

Con la fine del 2015 in Italia è stato registrato una clamorosa crescita del settore ecommerce, con un fatturato che ha toccato i 29 miliardi per tutto il settore, quasi il doppio rispetto all’anno precedente. Questi dati eccezionali sono stati in parte drogati dagli enormi investimenti dei retail stranieri che hanno cominciato ad aprirsi al mercato italiano. I concorrenti esteri beneficiano di tecnologie e strutture più innovative che li rendono maggiormente competitivi rispetto ai tradizionali negozi online italiani, caso lampante è il colosso statunitense Amazon che ha finalmente vinto la diffidenza dei clienti dell’eurozona.

La vendita online di prodotti e servizi ha raggiunto nel 2015 il 7,4% del mercato globale della vendita al dettaglio, per un totale di 1.671 miliardi di dollari. Rispetto all’anno precedente circa 350 miliardi di dollari in più. Entro il 2020 il valore verrà all’incirca raddoppiato, superando il 10% degli acquisti al dettaglio totali.

Per quanto riguarda il settore B2B, si stima che il fatturato ecommerce raggiungerà il doppio rispetto a quello B2C, circa 6.700 miliardi di dollari.

Nel 2016 In italia sono 16 mila le anziende che fanno commercio elettronico, ma diventeranno circa 25 mila nel 2025. Gli italiani collegati ad Internet sono quasi 29 milioni, un milione in più rispetto all’anno precedente, con una media al giorno di 2 ore. Il 75% degli italiani collegati visita o ha visitato un negozio online.

 

Strategie

 

Mobile First

Nel 2016 il mobile non è diventato solo un canale di vendita ulteriore ma diventa la principale variabile da prendere in considerazione nella strategia di ecommerce. Mobile First non solo dal punto di vista del design del portale ma soprattutto nella filosofia del processo di acquisto secondo le differenti logiche del dispositivo utilizzato. Le app rimangono il canale principale di acquisto online grazie ad una migliore di esperienza d’utilizzo.

In linea generale per non compromettere la vendita è utilissimo avere degli accorgimenti specifici per migliorare il tasso di conversione, come la memorizzazione delle informazioni di pagamento e la semplificazione di tutto il processo di acquisto del prodotto.

 

Programmi di fedeltà

Favorire il ritorno del cliente ed incentivare gli acquisti ripetitivi sono diventati aspetti di assoluta importanza per tutti i merchant. I programmi di fedeltà implementati tramite app o email marketing e social media, rappresentano uno sviluppo che permette di aumentare la confidenza con il cliente ed aiutare anche la logica del passaparola.

 

Ottimizzare il conversion rate

Il conversion rate o tasso di conversione è la percentuale ricavata dalla differenza tra il numero di visitatori totali ed gli acquirenti. Ad esempio se 100 persone entrano nel portale online e solo 3 acquistano il conversion rate sarà del 3%. In media il conversion rate delle aziende italiane è fermo al 1,5%, e rispetto ai due anni precedenti è in forte ribasso (1,9%).

I merchant italiani valutano come principale aspetto di un ottimo tasso di conversione la semplificazione del processo di acquisto. E’ inoltre considerato importante far percepire al cliente il senso di convenienza e fornire assistenza durante e dopo l’acquisto.

 

Il settore B2B

Lo sviluppo del mercato online B2C negli ultimi dieci anni ha generato notevole attenzione. Internet ha modificato moltissime abitudini di acquisto: esistono migliaia di nuovi canali, senza limiti di orario o posizione geografica, e con una quantità di informazioni pressochè infinita. Le persone che acquistano online possono trovare tutto quello che vogliono quando vogliono ed al miglior prezzo possibile.

Il mercato B2B, non ha subito gli stessi profondi cambiamenti. In ogni caso, è lecito aspettarsi che tutte le aziende nei prossimi anni adeguino le loro strutture e personale visto il boom dei retailer online. Inoltre gran parte delle aziende oggetto dello studio della Casaleggio Associati riguardo il commercio B2B nel 2016 afferma che la promozione online è già ampiamente sviluppata, anche sui Social Media, come testimonia la crescita esponenziale di LinkedIn. Il potenziale di sviluppo del mercato B2B grazie alle nuove tecnologie disponibili è ancora enorme. L’e-commerce, decisamente poco diffuso in Italia, è invece regola per le aziende B2B estere.

Per chi ha vissuto il cambiamento dell’era digitale dal lato retail, può facilmente intuire in che direzione si stiano muovendo le necessità delle aziende italiane. Una progressiva redifinizione dei ruoli, verso un modello di vendita basato sul self-service accompagnato da fatturazione automatica. Le aziende che hanno già investito nella digitalizzazione dell’intero processo di vendita hanno già ottenuto risparmi significativi. Per quanto riguarda il marketing e la fidelizzazione sembrano ancora funzionare bene l’email marketing (già utilizzato dal 89% delle aziende), oltre ad advertising e i già citati Social Media.

In particolare l’efficacia dei Social Media risiede non nella ricerca ossessiva del lead, ma principalmente per instaurare un rapporto con il cliente ed instaurare un’immagine positiva del brand. Moltissime aziende utilizzano lo strumento social anche per il suopporto tecnico e seguire il cliente durante tutta la procedura d’acquisto. Ad esempio da qualche tempo una delle più importanti aziende del panorama computing, Dell, ha attivato il supporto tecnico attraverso Twitter (@DellCares).Il 98% dei clienti assistiti tramite Twitter, non ha avuto bisogno di ulteriore supporto. L’85% dei clienti assistiti aveva in precedenza un’opinione negativa sul servizio, ma proprio grazie alla prontezza dello strumento social ha registrato in seguito un parere positivo. In seguito all’esperienza più che positiva, Dell ha scelto di attivare un supporto simile anche per il mercato B2B, aperto 24 ore al giorno (@DellCaresPRO).

 

 

Canali di Vendita

Per chi fa B2B, avere maggiori canali di vendita si rivela sempre una strategia vincente. Gli acquirenti B2B che possono interagire con più canali tendono a spendere di più rispetto a chi utilizza un solo canale di vendita. Una ricerca statunitense (Forrester, 2015) ha rilevato che il 60% delle aziende hanno avuto risultati migliori sulla vendita multicanale. I canali moderni di vendita possono essere riassunti in questa scaletta:

  • Sito web di proprietà
  • Sito web mobile o app
  • Marketplace B2B
  • Agenti
  • Grossisti e distributori
  • Diretto
  • Sistemi di e-procurement

A livello globale le aziende B2B più evolute, sia nella vendita di prodotti che di servizi, stanno gradualmente seguendo l’esempio delle loro controparti B2C, fornendo accessibilità alla propria offerta 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, tramite diversi canali, molti dei quali digitali.

Le vendite B2B si sposteranno sempre di più sull’online e verso il self service, evoluzione che sarà trainata dai leader di settore che creano aspettativa da parte dei clienti e sul mercato di riferimento. L’intera organizzazione aziendale si evolverà per perseguire gli obiettivi dell’online. Prendendo esempio dalle best practices del B2C, i siti di e-commerce si evolveranno verso una migliore usabilità e verso un design più accattivante per l’acquirente B2B. La marketing automation diventerà essenziale per le aziende B2B che vogliono restare competitive sul mercato e-commerce e permetterà di rendere il canale online sempre più profittevole grazie alla più accurata profilazione dei clienti e della comunicazione.

 

Marketplace B2B

Tra le voci citate in precedenza, quella che fa la differenza rispetto alle altre, è l’utilizzo di marketplace B2B.

Principali marketplace B2B:
❖ Alibaba.com
❖ Amazonbusiness
❖ DHGate
❖ EC21
❖ GlobalMarket
❖ Global Sources
❖ IndiaMART
❖ Made-in-China.com
❖ ThomasNet
❖ Tradeindia.com
❖ TradeKey.com

Un marketplace è come dice il nome stesso è un mercato generale dove tutti posso presentare la propria offerta di vendita, godono di un traffico enorme e possono dimostrarsi indispensabili al successo di un’azienda. Nonostante il successo di questo modello di businnes, sono ancora molto poche le aziende italiane che sfruttano pienamente il canale, solo il 36%.

Per gestire efficacemente i marketplace B2B è necessario:

  • curare con attenzione tutte le informazioni pubblicate
  • mantenere aggiornati i dati sulle offerte pubblicate e sui prodotti disponibili
  • sfruttare l’assistenza del rappresentante del marketplace.

 

I marketplace B2B e le piattaforme di scambio multi settore come Amazon Business e Alibaba diventeranno sempre più popolari. Le relazioni B2B online, di conseguenza, passeranno da un modello di business uno-a-molti verso un modello molti-a-molti. Le aziende, anziché investire in piattaforme chiuse dedicate ai propri fornitori, preferiranno soluzioni aperte, in cui diversi operatori possano integrare il proprio processo di e-procurement e facilitare l’acquisto di beni online.

 

Pianificazione

CRM

Il primo passo da eseguire per una progressiva digitalizzazione del processo di vendita è catalogare e profilare i clienti in un sistema CRM (customer relationship management).

Il Crm serve alle aziende per individuare e gestire i profili di clienti acquisiti e potenziali, così da mettere a punto attività e strategie che da un lato aiutino a catturare nuovi clienti e dall’altro massimizzare i profitti sui clienti fedeli, cercando di comprenderne esigenze e aspettative. I vantaggi, una volta compreso il funzionamenti di questo sistema, sono solari: tutte le informazioni sui clienti e le loro problematiche, sono accessibili 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, in qualsiasi parte del mondo, anche da smartphone o tablet.

Inoltre tutti i moderni software possiedono ampie sezioni di statistica per conoscere in maniera dettagliata ed in tempo reale le principali abitudini dei clienti, oltre a strumenti di marketing come profilazione e mass-mailing. Secondo una ricerca dell’Università di Harvard, è sei volte più costoso trovare un nuovo cliente piuttosto che mantenerne uno esistente. I software CRM sono stati sviluppati secondo questa filosofia.

 

Statistiche & Tracciamento

Gran parte dell’attività marketing di un azienda, è profilare correttamente il proprio pubblico di riferimento, e capire da dove arrivino i lead. Proprio per questo il passo successivo alla profilazione e gestione dei clienti già acquisiti, è installare una piattaforma di statistiche e tracciamento per il sito web aziendale, social e campagne mail. In questo modo, anche se il canale di vendita online non è ancora attivo, sarà quantomeno possibile sapere a quali prodotti sono maggiormente interessati i visitatori.

 

Server Mail, Mailing List & Newsletter

Spesso e volentieri nei CRM sono integrati ottimi strumenti di marketing e statistiche per leggere i risultati delle proprie campagne, ma è possibile utilizzare anche software dedicati che offrono decisamente maggiore libertà e possibilità di profilare i clienti o utilizzare strategie più aggressive e moderne.

Le mailing list sono utili all’azienda soprattutto dal punto di vista informativo. Le newsletter indirizzate alla sola vendita di una serie di prodotti non riscuotono mai grande successo, ma se invece fossero indirizzate a dare informazioni su tutta una serie di prodotti, il risultato sarebbe assolutamente contrario. Una interessante ricerca ha dimostrato come cambiare solo poche lettere al bottone che chiede all’utente di eseguire un’azione, da “Compralo Subito” a “Scopri adesso maggiori informazioni”, possono avere tra di loro risultati opposti a favore del testo informativo.

Inoltre, pare quasi superfluo aggiungere tutta la serie di vantaggi, in termini di sicurezza e personalizzazione del prodotto, di avere un server mail privato abbinato all’url dell’azienda.

 

E-Commerce Proprietario

Tutta l’introduzione precedente ci è servita per comprendere quali siano i vantaggi di spostare il proprio processo di vendita online, cosa impossibile da fare senza avere a disposizione una piattaforma proprietaria dove i clienti possano acquistare in tempo reale ed avere un rapporto diretto con l’azienda senza dover rispettare le policy dei marketplace che spesso cercano di limitare la discussione tra acquirente e venditore per non far spostare la vendita fuori dal marketplace stesso e perdere la provvigione.

Dunque, anche se spesso sul marketplace la vendita è facilitata, avendo a disposizione un pubblico potenzialmente infinito, per costruire un rapporto personale con il cliente è sempre meglio avere a disposizione una piattaforma proprietaria dove si ha il controllo di ogni aspetto.

Abbinato a tutti gli strumenti precedenti, il nostro negozio diventa un misutatore completo della volontà di acquisto dei prodotti aziendali, possiamo conoscere tutti i segreti che si celano dietro l’acquisto di un prodotto: da dove arriva il cliente, quali prodotti ha considerato durante la sua navigazione, quali prodotti ha inserito nel carrello, a quali era meno interessato. E’ possibile capire se le pagine aziendali sono credibili o hanno bisogno di qualche modifica. E’ addirittura possibile contattare persone che non hanno acquistato e chiedere il loro parere.

Inoltre in tutti i moderni ecommerce, viene gestita automaticamente tutta la logistica, compreso giacenza magazzino e spedizioni, sostituendo completamente anche parte del reparto contabilità.

 

Marketplace

Dopo aver costruito e configurato il nostro ecommerce proprietario, è conveniente pubblicizzare il nostro prodotto sui più famosi marketplace esistenti. Nonostante le vendite su queste piattaforme siano molto convincenti, è sempre bene cercare di spostare il cliente dal marketplace al sito aziendale per i prossimi acquisti. Questo perchè oltre a risparmiare sul pagamento delle provvigioni, evitiamo di aiutare il marketplace a fidelizzare il cliente che considererà possibile l’acquisto solo se avviene all’interno del processo di vendita del market.

Quindi se riteniamo utile la vendita su marketplace per dare evidenza e visibilità ai nostri prodotti, avremo comunque bisogno di tutta la serie di strumenti proprietari disponibili per abituare il cliente al nostro processo di vendita e fidelizzarlo attraverso scontistiche e newsletter.

 

Supporto

Molte aziende credono che il supporto al cliente via mail e telefono sia poco produttivo. Questo perchè con email e telefonate non esiste una netiquette da seguire come ad esempio indicare subito numero di ordine o la fattura di riferimento. Proprio per questo è nato il ticket system: l’utente che necessita supporto è costretto ad inserire tutte le informazioni necessarie all’azienda per prestare supporto, oltre al dipartimento a cui arriverà il ticket (es. reparto vendite, supporto tecnico, logistica). In questo modo vengono evitati tantissimi inutili giri di mail, ed il personale di supporto può evadere un numero di richieste decisamente superiore.

Come abbiamo visto anche in precendenza, alternativa al ticket system, è il supporto via social. Sebbene questo tipo di supporto non sia estremamente produttivo, in quanto presenta gli stessi identici problemi del supporto via email, avvicina moltissimo azienda e cliente creando un rapporto di fiducia che intensifica gli acquisti ripetitivi.

 

Marketing

Nel B2B, in un settore di nicchia come quello dei preziosi, non è difficire sviluppare un piano marketing competitivo. Semplicemente, come abbiamo visto in precedenza, le grandi aziende B2B sviluppano le loro strategie guardando a ciò che funziona nel mercato B2C. Niente di trascendentale, quindi. Inoltre, la concorrenza, attualmente è veramente molto ridotta. Perchè nessuno dei competitor si è ancora preoccupato di adeguarsi alle moderne tecnologie. Partire in anticipo rispetto agli avversari è sicuramente una  mossa che pagherà nel medio e lungo termine.

Gli strumenti di marketing rimangono i soliti: ricerca di parole chiave competitive per stabilizzarsi ai primi posti dei motori di ricerca, un valido investimento nel mercato pay per click, brand awareness tramite Social Media.

Così come per il mercato B2C, non sono previsti investimenti importanti per raccogliere dei buoni risultati, gran parte della differenza arriva da un lavoro costante, coerente e preciso.

 

Costi

La progressiva digitalizzazione di una azienda B2B, è tremendamente costosa per alcuni, e assolutamente abbordabile per altri. La gran parte della differenza è dato dalle conoscenze, competenze e capacità del personale umano a disposizione. Chi può contare su un personale esperto, non è costretto a chiedere aiuto alle più che costose aziende esterne, il cui lavoro finale non è sempre all’altezza delle promesse. Il fenomeno è abbastanza semplice da spiegare: per giustificare i costi altissimi, queste aziende propongono software proprietari, sviluppati completamente da loro e per questo altamente personalizzabili, ma spesso e volentieri, pieni di problemi non risolti, di difficile utilizzo e generalmente non all’altezza dei più comuni software opensource liberamente scaricabili.

Volendo mettere a confronto i due casi  la differenza di costo sarebbe tra le poche centinaia d’euro fino ad un massimo di due, tremila euro per realizzare tutto il processo di vendita e supporto internamente, contro cifre monstre che vanno dai 15 mila ai 40 mila euro per un software prioprietario sviluppato da un’azienda esterna, a cui vanno aggiunti i costi annuali di supporto e di gestione delle macchine.

In entrambi i casi, vanno considerati dei costi per adeguare le tecnologie aziendali al lavoro online: workstations, banda larga, networking interno, noleggio dei server. A meno di casi clamorosi, si tratta di spese di poche centinaia di euro e sostenibili senza particolari problemi anche da piccole e piccolissime aziende.

 

Logistica & Spedizioni

Se nel mercato B2C le spedizioni rivestono un ruolo fondamentale, come provato da Amazon e Zalando (ideatori della spedizione e reso gratuiti), in quello B2B il costo vantaggioso della merce può abbattere anche dei costi di spedizione troppo alti. Per fortuna di molti, la concorrenza nel settore logistica e spedizioni è cresciuta a dismisura negli ultimi anni, dato il boom del commercio online, dimezzando i costi degli accordi con gli operatori del settore. Il servizio di DHL, rimane il più valido e preciso, ma anche quello più costoso. Si è invece creato un panorama di nuove attività che offrono servizi di prima qualità ad un costo estremamente vantaggioso, ed è diventato molto più semplice trovare accordi in breve tempo.

 

Formazione

Un dettaglio da non trascurare, è la formazione del personale post-digitalizzazione. Si va in contro ad un cambiamento completo, sia nella filosofia di vendita, sia nella pratica di tutti i giorni. Molta attenzione va quindi posta nell’affiancare i dipendenti una figura sempre presente che possa risolvere in tempo breve problematiche e incidenti di percorso, oltre alla formazione del personale per l’utilizzo di tutti i giorni del software. La stessa filosofia, va utilizzata anche per la formazione del nuovo personale. Spesso e volentieri i costi rimangono inferiori nel formare personale giovane ed alla prima esperienza piuttosto che investire in stipendi maggiori per un personale già completamente formato e con esperienza. Rimane comunque importante avere una figura interna di riferimento da cui il nuovo personale possa attingere continuamente per affinare conoscenze e competenze.

 

Tempistiche

Nel caso di realizzazione di un software proprietario da una azienda esterna, le tempistiche sarebbero molto dilatate, fino ad arrivare a circa due anni di tempo per completare il progetto in tutti i suoi aspetti, più un periodo di qualche mese per il testing delle funzionalità. Le problematiche in questo caso risiedono nel fatto che aziende che producono software proprietari, hanno numerosi clienti e faticano a fornire un supporto adeguato dopo la vendita del servizio.

Nel caso in cui si opti per una soluzione interna i  tempi per una realizzazione di un progetto importante come può essere la digitalizzazione del processo di vendita di una azienda di preziosi può andare dalle poche settimane all’anno solare completo, a seconda della predisposizione degli attuali impiegati e della chiarezza del progetto. In linea di massima, bastano solo poche settimane per implementare supporto ai clienti e prime strategie di marketing online, più macchinoso rimane l’automatizzazione di contabilità fiscale e giacenza di magazzino. In ogni caso è possibile posticipare, anche a tempo indefinito, gli obiettivi che non vengono visti di priorità assoluta, e concentrarsi ad esempio solo sul processo di vendita, risparmiando notevole tempo sulla tabella di marcia.

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WordPress perfetto con CentOS 7.1

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Nonostante il titolo, derivato dal fatto che uso quasi esclusivamente WordPress, alla fine di questo tutorial avrete ad una cifra bassa quanto 2$ al mese (costo di un vps nel concorrenziale mondo degli hosting), un server completo a prova di bomba, in grado di servire i contenuti in maniera istantanea, e senza far uso di un singolo servizio esterno, e non solo con WordPress! Un ambiente di base del genere non può che giovare a qualsiasi cms.

Grazie a questa configurazione e ISPConfig abbiamo la possibilità di avere una flotta interminabile di siti senza alcuna difficoltà di gestione.

Se hai un solo sito web, non ne vale la pena. Ma a partire da 2+ siti web è un lavoro che pagherà molto.Wordpress sarà anche molto popolare, ma di difetti ne ha:

  1. Sicurezza
  2. Velocità
  3. Consumo di risorse

Utilizzo WordPress da tanti anni, da quando è uscito praticamente. Amo tutt’ora la semplicità di questo strumento. Ma chiunque utilizzi wordpress prima o poi si scontrerà con questi tre problemi.

In certo senso, se ci pensate, WordPress è come Windows. Non nel senso cattivo, nel senso che è molto molto, molto, popolare. Un WordPress non aggiornato in tutte le sue componenti è un bersaglio magnifico. Non ti dico poi, se hai installato qualche plugin o tema nulled, è solo questione di tempo.

Dobbiamo supportare la sicurezza del nostro sito dal lato server, basta installare plugin per ogni puttanata che ti viene in mente. Non basta avere un octacore con un trilione di ram per aiutare la velocità dei tuoi siti.

Dunque, ringrazieremo Wordfence Security e simili, e metteremo in piedi un ambiente all’altezza che impedisca ad un cristo qualunque di defacciarci.

Ogni plugin che aggiungi, è uno sforzo in più a cui sottoponi il server e quindi secondi di vita preziosi che rubi ai tuoi utenti, pensaci. Pensa se il gioco vale la candela.

Di certo, con un po’ di pazienza, grazie alle vette di eccellenza a cui è arrivaro il caching puoi arrivare a meno di un secondo di carimento anche con 50 plugin, riducendo al minimo indispensabile le richieste al server e di conseguenza il consumo di risorse.

 

Vediamo nel dettaglio cosa andremo ad utilizzare

  • ISPConfig
  • Apache
  • MariaDB
  • Mod SSL
  • PhpMyAdmin
  • Dovecot, Postfix e GetMail
  • Amavisd-new, SpamAssassin e ClamAV
  • Una quantità vergognosa di versioni diverse di PHP5
  • PureFTP
  • Bind
  • Webalizer e AWStats
  • Jailkit
  • fail2ban
  • rkhunter
  • Mailman
  • ModPageSpeed
  • Varnish
  • Cache APC
  • E tante altre cose che aggiungerò man mano che scrivo

 

Se non l’hai già fatto, aggiungi un po’ di software alla tua CentOS Box con i repo aggiuntivi:
[crayon-59eb1ae7cb604516528119/]
 
[crayon-59eb1ae7cb60b218738861/]
 

 

Adesso possiamo iniziare a scaricare i compiler che ci permettono di installare tutto il resto
[crayon-59eb1ae7cb60e583171361/]
 

 

Siamo arrivati all’installazione del cuore del webserver
[crayon-59eb1ae7cb611230076654/]
 

 

 

Uno dei nostri obiettivi, è limitare al massimo l’utilizzo di servizi esterni. Mettiamo dunque in piedi il nostro piccolo server mail con Dovecot, Postfix e Getmail.

Dovecot

[crayon-59eb1ae7cb613162703217/]
Creiamo un file vuoto di nome dovecot-sql.conf ed un piccolo symlink
[crayon-59eb1ae7cb615206492912/]
Adesso facciamo in modo che Dovecot si avvii, e parta al boot della macchina
[crayon-59eb1ae7cb618467318682/]
 

 

 

 

Postfix

[crayon-59eb1ae7cb61a414244982/]
Diciamo a Sendmail di spegnersi ed attiviamo al suo posto Postfix e Mariadb al boot
[crayon-59eb1ae7cb61c950177578/]
[crayon-59eb1ae7cb61e162564940/]
 

 

 

 

Getmail

Questo è tutto:
[crayon-59eb1ae7cb620298586122/]
 

 

 

 

 MySQL e PhpMyAdmin

Per quanto riguarda MySQL possiamo fare tutto con semplicità grazie a questo tool:
[crayon-59eb1ae7cb623336649621/]
 

Una volta lanciato il comando dovremo solo settare la password di root

Enter current password for root (enter for none):
OK, successfully used password, moving on…

Setting the root password ensures that nobody can log into the MariaDB
root user without the proper authorisation.

Set root password? [Y/n]
New password:
Re-enter new password:
Password updated successfully!
Reloading privilege tables..
… Success!

Come vedete basta inserire la password di root del server, e sceglierne una per MySQL. Per le successive richieste basta prevere Invio fino alla fine del processo.

Adesso dobbiamo fare qualche modifica ai file di configurazione di PhpMyAdmin che di base non accettano connessioni se non da localhost. Io utilizzo vim.

[crayon-59eb1ae7cb625404732310/]
 

Per modificare il file appena aperto bisogna premere “i” (insert) per smettere di modificare esc, per salvare ed uscire “:x”

<Directory /usr/share/phpMyAdmin/>
<IfModule mod_authz_core.c>
# Apache 2.4
<RequireAny>
# Require ip 127.0.0.1
# Require ip ::1
Require all granted
</RequireAny>

 

Come vedete basta commentare le linee Require ip e aggiungere Require all granted.

 

 

Modifichiamo l’ultimo file sostituendo l’autenticazione tramite “cookie” con quella “http” ovvero tramite login e abbiamo finito
[crayon-59eb1ae7cb628074966259/]

/* Authentication type */
$cfg[‘Servers’][$i][‘auth_type’] = ‘http’;

Una volta modificato dovrebbe apparire così.

 

 

 

Adesso possiamo riavviare Apache e creare i link per la partenza al boot
[crayon-59eb1ae7cb62a203012392/]
 

 

 

 

 

Abbiamo installato la maggior parte delle cose di cui ha bisogno un webserver, potrebbe anche andare bene così, ma, vi ricordate? Qui si vuole raggiungere la perfezione.

Passiamo alla sicurezza dunque.

Amavisd-new, SpamAssassin e ClamAV

Installiamo
[crayon-59eb1ae7cb62d748608470/]
 

Una piccola modifica al file di configurazione
[crayon-59eb1ae7cb62f759745424/]

[….]
# Example
[….]

Basta commentare la riga “Example”.

 

 

Avviamo i servizi e creiamo il solito link per lo start al boot
[crayon-59eb1ae7cb631846567852/]
 

 

 

 

PHP 5

Abbiamo bisogno di una grande libertà di scelta per ottimizzare al meglio il nostro sito web. Io adoro PHP-FPM, mi semplifica gran parte del lavoro. Voi però potreste avere migliori risultati con FastCGI o altro, instialliamoli tutti, diamine. ISPConfig che installeremo alla fine, ci permetterà di scegliere una versione di php diversa per ogni sito web del server, il massimo della flessibilità.
[crayon-59eb1ae7cb634154514049/]
 

Per prima cosa facciamo qualche cambiamento all’error reporting, settiamo la time zone, e rimuoviamo il commento a cgi.fix_pathinfo=1:

[…]
;error_reporting = E_ALL & ~E_DEPRECATED
error_reporting = E_ALL & ~E_NOTICE & ~E_DEPRECATED
[…]
; cgi.fix_pathinfo provides *real* PATH_INFO/PATH_TRANSLATED support for CGI. PHP’s
; previous behaviour was to set PATH_TRANSLATED to SCRIPT_FILENAME, and to not grok
; what PATH_INFO is. For more information on PAppp.tldTH_INFO, see the cgi specs. Setting
; this to 1 will cause PHP CGI to fix its paths to conform to the spec. A setting
; of zero causes PHP to behave as before. Default is 1. You should fix your scripts
; to use SCRIPT_FILENAME rather than PATH_TRANSLATED.
; http://www.php.net/manual/en/ini.core.php#ini.cgi.fix-pathinfo
cgi.fix_pathinfo=1
[…]
date.timezone = ‘Europe/Rome’
[…]

Il vostro file dovrebbe essere così dopo leopportune modifiche.

 

Se non dovesse bastare, installiamo anche suPHP. Esiste effettivamente nei repo un pacchetto mod_suphp ma purtroppo non è compatibile con ISPConfig, quindi ce lo compiliamo e arrivederci e grazie.
[crayon-59eb1ae7cb636288324212/]
Applichiamo anche la patch per Apache 2.4, di default su CentOS 7.1
[crayon-59eb1ae7cb639646565500/]

[root@blackball suphp-0.7.2]# autoreconf -if
libtoolize: putting auxiliary files in AC_CONFIG_AUX_DIR, config'.
libtoolize: copying file
config/ltmain.sh’
libtoolize: Consider adding AC_CONFIG_MACRO_DIR([m4])' to configure.ac and
libtoolize: rerunning libtoolize, to keep the correct libtool macros in-tree.
libtoolize: Consider adding
-I m4′ to ACLOCAL_AMFLAGS in Makefile.am.
configure.ac:9: warning: AM_INIT_AUTOMAKE: two- and three-arguments forms are deprecated.  For more info, see:
configure.ac:9: http://www.gnu.org/software/automake/manual/automake.html#Modernize-AM_005fINIT_005fAUTOMAKE-invocation
configure.ac:24: installing ‘config/config.guess’
configure.ac:24: installing ‘config/config.sub’
configure.ac:9: installing ‘config/install-sh’
configure.ac:9: installing ‘config/missing’
src/Makefile.am: installing ‘config/depcomp’
[root@blackball suphp-0.7.2]#

Una patch ben riuscita termina in questo modo

 

Adesso possiamo compilare suPHP con i prefix giusti per ISPConfig
[crayon-59eb1ae7cb63b214242341/]
 

Aggiungiamo il modulo ad Apache
[crayon-59eb1ae7cb63e596789414/]

LoadModule suphp_module modules/mod_suphp.so

Aggiungete questa riga suphp.conf

 

Ultimo step per suPHP è quello di dargli un file di configurazione
[crayon-59eb1ae7cb640166610200/]

[global]
;Path to logfile
logfile=/var/log/httpd/suphp.log
;Loglevel
loglevel=info
;User Apache is running as
webserver_user=apache
;Path all scripts have to be in
docroot=/
;Path to chroot() to before executing script
;chroot=/mychroot
; Security options
allow_file_group_writeable=true
allow_file_others_writeable=false
allow_directory_group_writeable=true
allow_directory_others_writeable=false
;Check wheter script is within DOCUMENT_ROOT
check_vhost_docroot=true
;Send minor error messages to browser
errors_to_browser=false
;PATH environment variable
env_path=/bin:/usr/bin
;Umask to set, specify in octal notation
umask=0077
; Minimum UID
min_uid=100
; Minimum GID
min_gid=100

[handlers]
;Handler for php-scripts
x-httpd-suphp=”php:/usr/bin/php-cgi”
;Handler for CGI-scripts
x-suphp-cgi=”execute:!self”

Copia, incolla e state apposto

 

 

Perfetto, abbiamo detto che sarà ISPConfig a occuparsi della versione di php in modo distinto per ogni sito web. Quindi diciamo ad Apache di rendere php disponibile di default solo per le applicazioni che si trovano in /usr/share come client mail (installeremo più tardi RoundCube), o PhpMyAdmin
[crayon-59eb1ae7cb643485771966/]
Prima:

<FilesMatch \.php$>
SetHandler application/x-httpd-php
</FilesMatch>

Dopo:

<Directory /usr/share>
<FilesMatch \.php$>
SetHandler application/x-httpd-php
</FilesMatch>
</Directory>

Avviamo PHP-FPM e creiamo il solito link per lo startup, oltre a fare lo stesso per Apache

[crayon-59eb1ae7cb645551666583/]
 

 

 

PureFTPd

FTP è un protocollo estremamente insicuro. Tuttavia siamo praticamente forzati ad utilizzarlo, rendiamolo un po’ più sicuro con le TLS per dormire sonni tranquilli.

Installiamo, avviamo e creiamo il solito link per lo start al boot
[crayon-59eb1ae7cb647245104755/]
 

Per aggiungere il supporto alle TLS abbiamo bisogno di installare OpenSSL
[crayon-59eb1ae7cb649077588965/]
 

Una piccola modifica al file di configurazione di PureFTPd per abilitare TLS
[crayon-59eb1ae7cb64c704524098/]

# This option can accept three values :
# 0 : disable SSL/TLS encryption layer (default).
# 1 : accept both traditional and encrypted sessions.
# 2 : refuse connections that don’t use SSL/TLS security mechanisms,
# including anonymous sessions.
# Do _not_ uncomment this blindly. Be sure that :
# 1) Your server has been compiled with SSL/TLS support (–with-tls),
# 2) A valid certificate is in place,
# 3) Only compatible clients will log in.

TLS                                                                  1

“1” è il valore adatto alle nostre esigenze

 

Adesso il nostro server FTP supporta le connessioni criptate, ma abbiamo ancora bisogno di un certificato SSL per farlo funzionare. Se non ne avete uno, e non avete nemmeno voglia di comprarlo, possiamo creare un certificato “casalingo”
[crayon-59eb1ae7cb64e045414641/]
 

La procedura propone domande la cui risposta è abbastanza semplice come Nome, Cognome, ecc.

L’unico punto su cui è possibile avere qualche dubbio è il seguente

Common Name (eg, your name or your server’s hostname) []:

La risposta a questa domanda si trova con questo comando
[crayon-59eb1ae7cb650492939610/]
 

Mi sembra abbastanza semplice.

Creato il certificato ne cambiamo i permessi
[crayon-59eb1ae7cb653303657802/]
 

Un riavvio e abbiamo finito con FTP
[crayon-59eb1ae7cb655752510904/]
 

 

 

Adesso installeremo una serie di cose assolutamente facoltative, certo se siete arrivati fino a qui, io continuerei.

Bind

Installiamo per completezza ma immagino che nessuno di voi voglia mettersi a perdere la vita con i DNS
[crayon-59eb1ae7cb663153767702/]
Backup del file di configurazione, e ne creiamo uno nuovo uguale a quello che segue
[crayon-59eb1ae7cb665291719581/]

//
// named.conf
//
// Provided by Red Hat bind package to configure the ISC BIND named(8) DNS
// server as a caching only nameserver (as a localhost DNS resolver only).
//
// See /usr/share/doc/bind*/sample/ for example named configuration files.
//
options {
listen-on port 53 { any; };
listen-on-v6 port 53 { any; };
directory “/var/named”;
dump-file “/var/named/data/cache_dump.db”;
statistics-file “/var/named/data/named_stats.txt”;
memstatistics-file “/var/named/data/named_mem_stats.txt”;
allow-query { any; };
allow-recursion {“none”;};
recursion no;
};
logging {
channel default_debug {
file “data/named.run”;
severity dynamic;
};
};
zone “.” IN {
type hint;
file “named.ca”;
};
include “/etc/named.conf.local”;

Ancora una volta copia e incolla è quello che serve

 

Creiamo anche un named.conf.local che più tardi ISPConfig si preoccuperà di popolare
[crayon-59eb1ae7cb667148420045/]
 

Avvio e link al boot
[crayon-59eb1ae7cb66a169176401/]
 

 

 

Webalizer e AWStats

Continuiamo il viaggio tra i software facoltativi. Scendere sotto il secondo di carimento non è facilissimo. Anche solo evitare il caricamento del file javascript per le statistiche è una marcia in più.

Oltretutto ci basta una sola riga per installare tutto
[crayon-59eb1ae7cb678074597001/]
 

 

 

JailKit

Jailkit mette in sicurezza le connessioni SSH, io lo installerei, tuttavia rimane facoltativo.
[crayon-59eb1ae7cb67a483360638/]
 

 

 

Fail2ban

Un altra manna di Dio, facoltativa. Fail2ban non fa altro che scandagliare i log di tutti servizi in cerca di IP malevoli da bannare. Consigliatissimo.

Lo installiamo ed avviamo insieme ad Iptables, sostituendo il firewall di default.
[crayon-59eb1ae7cb67c829880588/]
 

Preparatevi ad incollare il file di configurazione che abilita fail2ban per posta, ssh e ftp
[crayon-59eb1ae7cb67f717733942/]

[sshd]
enabled = true
action = iptables[name=sshd, port=ssh, protocol=tcp]

[pure-ftpd]
enabled = true
action = iptables[name=FTP, port=ftp, protocol=tcp]
maxretry = 3

[dovecot]
enabled = true
action = iptables-multiport[name=dovecot, port=”pop3,pop3s,imap,imaps”, protocol=tcp]
maxretry = 5

[postfix-sasl]
enabled = true
action = iptables-multiport[name=postfix-sasl, port=”smtp,smtps,submission”, protocol=tcp]
maxretry = 3

Eccolo

 

Immagino non debba più descrivervi a cosa servano questi 2 comandi da lanciare
[crayon-59eb1ae7cb682667502568/]
 

 

 

RkHunter

Un anti-malware, installatelo.
[crayon-59eb1ae7cb684991986878/]
 

 

 

 

MailMan

Hai un server quasi livello Enterprise, la vorrai mandare qualche mail, no?

Come dici? Hai visto quel bellissimo plugin per gestire le mailing list? Fandonie! La mailing list la gestiamo lato server.
[crayon-59eb1ae7cb687200531832/]
Adesso è necessario creare una prima mailing list chiamata “mailman”
[crayon-59eb1ae7cb689630974518/]
Dopo aver creato la lista, il programma di configurazione ci avverte di aggiungere alcune linee al file /etc/aliases, facciamolo
[crayon-59eb1ae7cb68b424118073/]

mailman: “|/usr/lib/mailman/mail/mailman post mailman”
mailman-admin: “|/usr/lib/mailman/mail/mailman admin mailman”
mailman-bounces: “|/usr/lib/mailman/mail/mailman bounces mailman”
mailman-confirm: “|/usr/lib/mailman/mail/mailman confirm mailman”
mailman-join: “|/usr/lib/mailman/mail/mailman join mailman”
mailman-leave: “|/usr/lib/mailman/mail/mailman leave mailman”
mailman-owner: “|/usr/lib/mailman/mail/mailman owner mailman”
mailman-request: “|/usr/lib/mailman/mail/mailman request mailman”
mailman-subscribe: “|/usr/lib/mailman/mail/mailman subscribe mailman”
mailman-unsubscribe: “|/usr/lib/mailman/mail/mailman unsubscribe mailman”

Le linee che vi servono

 

Completiamo lanciando newaliases e riavviando Postfix
[crayon-59eb1ae7cb68e468932871/]
 

Opsss…Dimenticavo, bisogna modificare un’altro file, mailman.conf
[crayon-59eb1ae7cb690404196661/]
Va aggiunta la linea ScriptAlias /cgi-bin/mailman/ /usr/lib/mailman/cgi-bin/”

decommentata la linea Alias /pipermail/ /var/lib/mailman/archives/public/”

ed ancora aggiunta Alias /pipermail /var/lib/mailman/archives/public/

#
# httpd configuration settings for use with mailman.
#

ScriptAlias /mailman/ /usr/lib/mailman/cgi-bin/
ScriptAlias /cgi-bin/mailman/ /usr/lib/mailman/cgi-bin/

AllowOverride None
Options ExecCGI
Order allow,deny
Allow from all

#Alias /pipermail/ /var/lib/mailman/archives/public/
Alias /pipermail /var/lib/mailman/archives/public/

Options Indexes MultiViews FollowSymLinks
AllowOverride None
Order allow,deny
Allow from all
AddDefaultCharset Off

# Uncomment the following line, to redirect queries to /mailman to the
# listinfo page (recommended).

# RedirectMatch ^/mailman[/]*$ /mailman/listinfo

Questi sono gli indirizzi a cui potete accedere alle vostre mailing list

 

Riavviamo Apache, creiamo i soliti link per lo startup e salutiamo Mailman
[crayon-59eb1ae7cb693736597751/]
 

 

RoundCube

Adesso puoi gestire mailing list internamente, e con l’installazione di RoundCube avrai a disposizione per te e per i tuoi clienti o utenti una meravigliosa webmail che personalmente adoro.

Fa una gran figura.

Installiamo
[crayon-59eb1ae7cb695893806553/]
Backup del vecchio file di configurazione, poi ne creiamo uno nuovo
[crayon-59eb1ae7cb697592289106/]
Ed incollate quanto segue

#
# Round Cube Webmail is a browser-based multilingual IMAP client
#

Alias /roundcubemail /usr/share/roundcubemail
Alias /webmail /usr/share/roundcubemail

# Define who can access the Webmail
# You can enlarge permissions once configured

#<Directory /usr/share/roundcubemail/>
# <IfModule mod_authz_core.c>
# # Apache 2.4
# Require local
# </IfModule>
# <IfModule !mod_authz_core.c>
# # Apache 2.2
# Order Deny,Allow
# Deny from all
# Allow from 127.0.0.1
# Allow from ::1
# </IfModule>
#</Directory>

<Directory /usr/share/roundcubemail/>
Options none
AllowOverride Limit
Require all granted
</Directory>

# Define who can access the installer
# keep this secured once configured

#<Directory /usr/share/roundcubemail/installer/>
# <IfModule mod_authz_core.c>
# # Apache 2.4
# Require local
# </IfModule>
# <IfModule !mod_authz_core.c>
# # Apache 2.2
# Order Deny,Allow
# Deny from all
# Allow from 127.0.0.1
# Allow from ::1
# </IfModule>
#</Directory>

<Directory /usr/share/roundcubemail/installer>
Options none
AllowOverride Limit
Require all granted
</Directory>

# Those directories should not be viewed by Web clients.
<Directory /usr/share/roundcubemail/bin/>
Order Allow,Deny
Deny from all
</Directory>
<Directory /usr/share/roundcubemail/plugins/enigma/home/>
Order Allow,Deny
Deny from all
</Directory>

 

Riavviamo Apache
[crayon-59eb1ae7cb69a795934144/]
 

Roundcube ha bisogno di un database dedicato per funzionare, noi siamo pro e facciamo tutto da shell
[crayon-59eb1ae7cb69d926278657/]
Adesso si apre il prompt di mariadb, dobbiamo semplicemente creare un nuovo database, associarci un nuovo utente e dargli i privilegi
[crayon-59eb1ae7cb69f235966242/]
 

Non ho finito l’articolo per mancanza di tempo. Ti piacerebbe averlo completo? Scrivimelo sul forum!

 

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Portatabacco in pelle: quale scegliere?

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Se siete alla ricerca di un oggetto per mettere ordine nelle vostre tasche

o nella borsa e non impazzire ogni volta che avete voglia di fumare una sigaretta, è giunta l’ora di acquistare un buon portatabacco in pelle!
Ahimè, oramai anche io sono un fumatore di tabacco trinciato da diverso tempo ed ho sempre preferito rollarle da me le sigarette piuttosto che acquistare il classico pacchetto da 20. L’unica vera grana è che tra accendino, filtri e cartine, dimentico sempre qualcosa! Così con il passare del tempo mi sono deciso ad acquistare un portatabacco, in modo da eliminare questo problema, risultando comodo e con un tocco di stile!

Portatabacco Nurem

creato con pelle morbida di buona qualità e con cuciture molto resistenti, questo portatabacco possiede tasche per ogni oggetto in modo da non dimenticare mai più nulla. Si presenta semplice ma elegante, e le dimensioni sono generose per contenere le più comuni confezioni di tabacco trinciato da 30 grammi. Insomma la scelta migliore per tutte le persone maniache dell’ordine!
Da notare, inoltre, che questo modello è presente anche in diverse colorazioni: blu, nero, rosso e marrone!

Portatabacco Borsello in vera pelle Nurem – Pellein

Price: EUR 19,59

4.6 su 5 stelle (179 customer reviews)

2 used & new available from EUR 19,59

Portatabacco Bradley

creato dalla Gusti Pelle, anche questo prodotto si presenta di ottima fattura e rifinito molto bene. A differenza degli altri oggetti dello stesso genere, questo potrebbe essere definito più come una piccola borsetta che come un un portatabacco vero e proprio: il portatabacco in pelle Bradley possiede infatti un’unica tasca, molto capiente e capace di contenere fino a due bustine di trinciato, al cui interno è presente una zip tramite cui si accede ad un piccolo alloggiamento in cui riporre un accendino e poco più. L’unico vero difetto è probabilmente il laccetto di chiusura che essendo molto sottile rischia di rompersi facilmente, non compromettendo però l’utilizzo di questo splendido oggetto.

Portatabacco Rudy

se mirate ad un prodotto leggermente più costoso e ricercato, ecco a voi il portatabacco in vera pelle Rudy della linea Mascalzone Latino. Personalmente è quello che preferisco: è leggermente più grande dei modelli menzionati e rifinito molto bene, è rigido appena acquistato ma molto robusto e con numerosi scomparti in cui poter riporre i propri oggetti da fumatore. Possiede una doppia clip per una chiusura perfetta ed è inoltre disponibile in diversi modelli e diverse colorazioni. Davvero possiede tutto ciò di cui un fumatore di tabacco trinciato ha bisogno!

Portatabacco Rudy nero, in vera pelle , dimensione in cm: 16 l x 8,30 h x p 0,5

Price:

4.5 su 5 stelle (2 customer reviews)

0 used & new available from

Se hai acquistato uno dei portatabacco in pelle che ti abbiamo consigliato

e se hai un’opinione in merito agli oggetti da noi descritti, scrivi un commento qui sotto!

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Piastre ad induzione portatili: 3 modelli da considerare

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Le nuove piastre ad induzione portatili hanno una qualità prezzo molto elevata, ma quali parametri prendere in considerazione per portare a casa un prodotto competitivo?

I mille utilizzi di una piastra ad induzione portatile

Io ne ho comprata una dopo essermi trasferito nella mia nuova casa, dove non c’era ancora la cucina. Eppure anche adesso che ho una cucina completa a gas, la tiro fuori per bollire la pasta, dato che ci vogliono 2 minuti. Avevo bisogno di un fornello ad induzione portatile che non consumasse più di 2000 watt a pieno funzionamento, dato che ho un contratto elettrico standard da 3kw.

Ma, per dirvene una, le piastre ad induzione da appoggio vengono utilizzate anche nei programmi di cucina all’aperto.

Sono utilissime durante un barbecue, o per cucinare in giardino davanti agli amici.

Ma consiglio soprattutto un piastra ad induzione portatile a chi ha un piano a gas tradizionale, ed è stanco dei tempi di cottura lunghi per bollire.

 

Singola o doppia?

Io ne ho comprata una doppia, e sinceramente rifarei questa scelta. Sicuramente però, i piani cottura elettrici portatili singoli, hanno una maneggevolezza molto maggiore condito da un’ingombro davvero minimale, e per chi vuole cucinare con poco spazio a disposizione forse risulta la scelta migliore.

 

Fornello ad induzione portatile Konig HA-INDUC-11

Ad un prezzo veramente ridicolo si trova un magnifico fornello ad induzione portatile. Ha tutti i requisiti richiesti: protezione per attivazione senza recipiente, una considerevole potenza di 2000 watt, temperatura scalabile da 60° a 240°. Per quello che costa il design, la qualità dei materiali e costruttiva, sono molto molto alti.

Funziona in due modi: è possibile regolare i watt o la temperatura.

Insomma fa assolutamente il suo lavoro, con una qualità/prezzo invidiabile. Mi ha piacevolmente impressionato perchè non ci mette praticamente niente a raggiungere la temperatura desiderata. Vedrete la piastra scalare da 60 a 200 gradi come se niente fosse in un paio di secondi o poco più. Consigliata.

Konig HA-INDUC-11, Piastra ad Induzione dal Design Trendy, Colore Nero

Price: EUR 44,00

4.3 su 5 stelle (195 customer reviews)

2 used & new available from EUR 44,00

 

Piastra ad induzione portatile Kenwood IH470

Quando si dice piastre ad induzione portatili, forse uno intende semplicemente questa, una portatile davvero. Entrerebbe nello spazio occupato da una scottex steso sul tavolo, estremamente leggero ed e maneggevole, ma soprattutto estremamente gradevole da vedere. La potenza è la solita adatta a questo tipo di piastre portatili, i 2000 watt. I livelli di potenza tra cui scegliere invece sono molti più del solito, ben 10! In molti si ritrovano prodotti che non hanno una scelta di livelli di potenza adatta, dato che uno scalo di 50+ gradi tra un livello e l’altro spesso può farci guastare la pietanza in cottura. Se servono alte temperature in brevissimi periodi di tempo è disponibile la funzione turbo che attiva tutto il wattaggio in pochi secondi.

C’è addirittura un timer, per lasciare sul fuoco e fare qualcos’altro.

 

Kenwood IH470 Piastra ad Induzione, Colore Metallo/Nero

Price: EUR 116,00

4.5 su 5 stelle (179 customer reviews)

4 used & new available from EUR 116,00

 

Fornello ad induzione doppio G3Ferrari G10047

Un fornello doppio a confronto ci sta benissimo. In più la G3Ferarri ha un’ottima rete di assistenza in tutta italia, e qualora si dovessero avere problemi, un centro assistenza fa sempre comodo. Nonostante sia una piastra doppia non è troppo ingombrante e pesa praticamente quanto una piastra singola. Il design è magnifico ed i tasti sono soft-touch.

Ci sono 6 livelli di potenza tra cui scegliere, per una potenza massima di 2000 watt a fornello.

Questa piastra ad induzione tecnicamente supporta pentolame da 12 a 23 centimentri, ma una caffettiera Bialetti da 9,5 centimetri ha funzionato perfettamente, quindi un punto in più.

G3Ferrari G10047 Hi-Tech Chef Fornello a Induzione Doppio

Price: EUR 121,90

4.0 su 5 stelle (115 customer reviews)

30 used & new available from EUR 121,90

 

Tra le varie piastre ad induzione portatili, hai trovato quello che ti interessava? Hai trovato di meglio? Fammelo sapere nei commenti!

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Pentole a pressione per induzione: 3 modelli da valutare

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Quando c’è da scegliere tra le moltissime pentole a pressione per induzione, bisogna aprire gli occhi e cercare di non farsi fregare. Non solo si tratta di oggetti abbstanza costosi, ma facendo la scelta giusta, ci si può assicurare un pezzo di cucina per anni e anni.

Scegliere la giusta pentola a pressione per induzione

Questo tipo di prodotto deve avere una chiusura perfetta, a prova di bomba, per funzionare correttamente. La qualità, ma soprattutto, la solidità costruttiva fanno la differenza. Il rischio è quello di trovarsi una pentola a pressione che dopo poche cotture si deforma e non chiude più come si deve, o come ho già visto qualche volta, non chiude nemmeno al primo utilizzo. La parola d’ordine è quindi qualità e solidità.

 

Pentola a pressione per induzione Lagostina Irradial, 5 litri.

Non ho nemmeno finito di scrivere qualità che già pensavo alla Lagostina. Non ho mai conosciuto, ne sentito, di qualcuno scontento di una Lagostina. Ci vorrebbe una bella faccia tosta. Queste pentole a pressione per induzione sembrano fatte da un vecchio maestro artigiano, non prodotte in massa in una fabbrica. Si prova del piacere già solo a tenerla in mano una Lagostina, a guardarla, non per forza a cucinarci. Ed il prezzo non è nemmeno proibitivo.

Il prodotto è adatto all’induzione ma perfetto anche per il gas normale. Una pentola adatta a praticamente tutti i piani cottura, prodotta in Italia e con ben venticinque anni di garanzia! Se non avete ancora una Lagostina in casa forse è arrivato il momento di provare.

Il modello da 5 litri non è il solo in vendita, esistono anche varianti da 3,5 e 7 litri.

Lagostina Irradial Control Pentola a Pressione, Acciaio Inox, 5 Litri

Price: EUR 61,63

4.1 su 5 stelle (261 customer reviews)

29 used & new available from EUR 35,95

 

Pentola a pressione per induzione Lagostina Mia Cucina Naturale, 5 litri.

Se non vi dovesse bastare la Irradial, c’è anche questo modello presente come il precedente in modelli da 3,5 5 e 7 litri. La differenza sostanziale sta nel manico nero per evitare il contatto con la pentola bollente. Anche per questa pentola a pressione valgono tutte le considerazioni fatte in precedenza.

Lagostina Mia Pentola a Pressione, Bassa, Acciaio Inossidabile 18/10, 5 L, Manico Nero

Price: EUR 69,00

4.3 su 5 stelle (184 customer reviews)

15 used & new available from EUR 60,00

 

Pentola a pressione per induzione WMF Perfect Plus, 4,5 litri.

Questa pentola a pressione, disponibile nei formati di 4,5 e 6,5 litri, più che una pentola a pressione per induzione sembra un carro armato sovietico. Potrei scaraventarla dal sesto piano senza procurargli un solo graffio. Ed’ proprio questa sensazione che deve dare una pentola a pressione. Un’altra caratteristica, che solo questa pentola sembra avere, è l’estrema silenziosità. Spesso e volentieri non ci si accorge nemmeno dell’entrata in funzione.

Non solo ma la WMF Perfect Plus è anche la più facile da pulire, si smonta in un minuto e si infila in lavastoviglie. La chisura è a prova di ordigno ed anche i più ansioni si sentiranno al sicuro grazie a questo robot tedesco.

Sebbene ci siano dei ricettari con i tempi standard, ogni marca ha diversi tempi di cottura, e quelli di questa pentola sono fuori da ogni immaginazione. Cuoce in pochi secondi una marea di pietanze diverse, ed il cibo non attacca per nessun motivo al mondo! Insomma, ce ne vuole per farmi superare nelle preferenze ad una Lagostina, eppure questa pentola a pressione ci è riuscita. Consigliatissima!

 

Sei riuscito a scegliere tra le varie pentole a pressione per induzione quella che fa per te? Ne hai trovate di migliori? Fallo sapere a me ed agli altri visitatori, scrivici nei commenti!

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Diffusore per induzione: attenzione a quale compri!

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Comprare il giusto diffusore per induzione non è cosa semplice, attualmente il mercato ci propone perlopiù fregature e trovare un prodotto che faccia il suo lavoro è merce più unica che rara. Bisogna fare attenzione quindi, molta attenzione!

Provati per voi

Alla fine dopo molto scavare qualche prodotto si è dimostrato veramente valido, e qualcun’altro un po’ meno. Il punto di acquistare un diffusore come si deve, sta nell’evitare una marea di spreco energetico. I fornelli ad induzione infatti consumano veramente molto, ma permettono di raggiungere la temperatura in pochi secondi, permettendo di cucinare in brevissimi periodi di tempo. Se l’efficenza energetica viene meno, per colpa di un adattatore poco performante, vi ritroverete a pagare uno sproposito, annullando tutta la convenienza di questo tipo di piani di cottura. Non solo, piani cottura da migliaia di euro rovinati e inutilizzabili.

Questi aggeggi vanno utilizzati con criterio. Sono adatti ad una caffettiera, ad un pentolino per bollire poca acqua e per brevi periodi. Sono adatti a scaldare il sugo a 60 gradi, ma rimangono adattatori. Non c’è da lamentarsi se si scalda acqua a 240 gradi con il disco adattatore, e poi si rovina il piano cottura. E’ normale, né il disco né le vecchie pentole sono in grado di reggere tali temperature su un piano a induzione. Comprate, ma poi utilizzate con criterio.

Veniamo ai prodotti più interessanti.

 

Partiremo con i dischi piccoli, da circa 15 centimetri, adatti alle caffettiere o ai pentolini.

 

Diffusore per induzione Frabosk, 14 centimetri

Questo prodotto ha molto meno credito di quello che gli si deve. Infatti è tra i migliori dischi diffusori per induzione in commercio. Il cattivo credito che qualcuno vuole rifilargi è figlio del fatto che le persone si aspettano che grazie all’acquisto di un diffusore le loro antiquate pentole funzioneranno allo stesso modo di quelle moderne fabbricate appositamente per la cottura a induzione.

Ricordo a tutti che si parla di un adattatore, e come tale è normale che non riesce a fare miracoli, ma sul mercato rimane un prodotto veramente valido e che soprattutto svolge il suo lavoro: ci permette di usare vecchie pentole, pentolini, caffettiere eccetera sui nostri nuovi impianti a induzione.

Il prodotto è tranquillamente lavabile in lavastoviglie e si denotano immediatamente rifiniture premium che rende la Frabosk leader nel settore.

Diffusore Per Induzione Cm. 14

Price: EUR 12,49

3.2 su 5 stelle (117 customer reviews)

20 used & new available from EUR 11,75

 

Diffusore per induzione Frabosk, 22 centrimetri

Grande quasi il doppio, ma della stessa ottima fattura, questo disco adattatore per induzione è praticamente uguale al modello piccolo. Per qualcuno, come nel modello piccolo potrebbe risultare scomodo il manico removibile, ma si tratta di farci un po’ d’esperienza sopra. Rifiniture e qualità costruttiva sono le caratteristiche principali che caratterizzano il prodotto a prima vista.

Diffusore Per Induzione Cm. 22

Price: EUR 18,99

2.8 su 5 stelle (136 customer reviews)

11 used & new available from EUR 13,00

 

Diffusore per Induzione Ibili 703719, 19 centimentri

Ho scelto quest’altro adattatore perchè a differenza dei due Frabosk questo ha il manico fisso, molto più facile da usare. Facile da usare, ma sempre con attenzione, infatti lo stesso manico diventa incandescente a temperature elevate. Attenzione, quindi! Meglio utilizzarlo sempre con il guantone da forno, ustionarsi diventa un gioco da ragazzi.

Il diffusore Ibili non è bello da vedere come il Frabosk, ma tuttavia svolge egregiamente il suo lavoro di disco adattatore, ed è anche leggermente più economico.

Ibili 703719, Piastra a disco induzione diffusore per pentole, in acciaio inox

Price: EUR 19,80

3.5 su 5 stelle (91 customer reviews)

12 used & new available from EUR 8,87

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Batteria pentole per induzione: 5 set a confronto

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Batteria pentole per induzione: non è una scelta facile, tutt’altro, alcune hanno una riuscita davvero scadente, altre invece hanno una qualità prezzo davvero notevole.

 

Avete finalmente il vostro piano cottura a induzione super-tecnologico. Tutte le vostre padelle e pentole antiaderenti sono diventate inutili. Vi serve una bella batteria di pentole a induzione. Solo che sono costose, sbagliare non è un a buona idea. Vediamo di non sbagliare insieme e confrontare tutti i set di pentole per induzione. Alcune batterie hanno solo pentole, in altre c’è anche qualche padella antiaderente per induzione.

Si può avere di più

Le batterie di pentole a induzione che andremo a confrontare costano più o meno tutte sui 100 euro, per arrivare a circa il doppio per i set di pentole veramente grandi. Nel nostro confronto troveremo tante marche italiane, che per quanto riguarda il pentolame sono assolutamente leader nel settore.

 

Betteria pentole Bialetti a induzione Aeternum, antiaderente. 10 pezzi.

Non sono il solo a essere rimasto deluso da questo set di pentole. Innanzitutto, l’imballo attorno alle pentole non è assolutamente adatto, la maggior parte dei clienti, me compreso, si è visto arrivare a casa le pentole in maniera vistosamente rovinata a causa delle botte durante il trasporto. Se non bastasse, mentre lavavo a mano una delle pentole, il rivestimento mi è praticamente caduto in mano, con sole poche settimane di utilizzo!

Esclusa la dissavventura con la spedizione ed il lavaggio, devo dire che queste Bialetti cucinavano una meraviglia. Nel set sono comprese una casseruola da 24cm una padella grande e diverse pentole che vanno dai 24 ai 28 centimetri.

Faccio davvero fatica a sconsigliare un prodotto, ma questa batteria di pentole Bialetti è veramente una delusione.

BATTERIA PENTOLE 10 PZ BIALETTI AETERNUM INDUZIONE ANTIADERENTE COPERCHI VETRO

Price: EUR 62,00

2.6 su 5 stelle (31 customer reviews)

8 used & new available from EUR 62,00

 

Batteria pentole per induzione Bialetti Aeternum Energy Stone, 8 pezzi.

Basta spendere poco, pochissimo in più per avere molto, molto di più. Questo set di pentole a induzione non ha praticamente nessuno dei difetti dimostrati dalla batteria Aeternum classica. Il rivestimento funziona che è una meraviglia, sono resistenti, durano a lungo nel tempo, e cosa assolutamente da non sottovalutare, funzionano benissimo anche con il gas classico. Il Set è composto da: 1 padella 20 centrimenti, 1 padella 24 centrimenti, 1 casseruola con 1 manico 16 centrimenti, 1 casseruola con 2 maniglie 20 centrimenti, 1 tegame con 2 maniglie 28 centrimenti, 1 coperchio 16 centrimenti, 1 coperchio 20 centrimenti, 1 coperchio 28 centrimenti.

Assolutamente consigliate, Bialetti con questa batteria di pentole per induzione torna ad essere un leader nel settore ed un punto di riferimento per i consumatori. Ben fatto.

BATTERIA BIALETTI AETERNUM ENERGY STONE 8 PEZZI GARANZIA 2 ANNI

Price: EUR 185,15

3.9 su 5 stelle (50 customer reviews)

1 used & new available from EUR 185,15

 

Set pentole per induzione Kärcher Jasmin, 20 pezzi.

Chi meno spende, più spende. Questo detto, molto valido, in questa situazione è del tutto fuori posto. Perchè il pregio di questa batteria di pentole a induzione è fuori discussione. Vendute da una marca tedesca, ma prodotte in Cina, hanno una qualità generale veramente molto molto alta. Sebbene siano vendute ad un prezzo da set economico, vi assicuro che probabilmente le batterie di pentole che avete a casa sono di qualità inferiore. Sono rimasto davvero piacevolmente sorpreso da questo pentolame.

Il set comprende: casseruola con manico (14 cm), pentola (16 + 18 + 20 + 22 cm), tegame per stufato (22 cm), coperchi di vetro adatti a ogni pentola, 4 ciotole in acciaio INOX (13 + 15 + 18 + 20 cm) con coperchi richiudibili.

Ci sono tantissime pentole piccole, ma le grandi scarseggiano. In ogni caso, consigliatissime.

Batteria Pentole a induzione Lagostina Briosa, 13 pezzi.

Se non avete mai avuto delle pentole Lagostina, forse è arrivato il momento di coprarne un set. Queste pentole hanno una qualità disarmante. Quano le tieni in mano, quando le utilizzi, ti chiedi se forse non le hai pagate un po’ troppo poco per i materiali fantastici con cui vengono realizzate. La precisione, i dettagli, sono curati al massimo come in una macchina di lusso. E sono queste cose a fare la differenza mentre cucinate.

Questo primo set Lagostina di pentole a induzione proposto, comprende: Pentola Ø22 cm, Casseruola fonda con due maniglie Ø18/22cm, Casseruola bassa con due maniglie Ø26cm, Casseruola fonda con manico lungo Ø14cm, Padella antiaderente Ø26cm, Coperchi Ø 14/18/22/26 cm, mestolo, schiumarola, prendispaghetti.

La dotazione è ricca e sono sicuro che di fronte alla qualità del pentolame rimmarrete a bocca aperta come me.

Lagostina Briosa Batteria in Acciaio, 13 Pezzi

Price: EUR 133,90

4.3 su 5 stelle (271 customer reviews)

10 used & new available from EUR 124,50

 

Batteria Pentole per induzione Lagostina Grancucina, 24 pezzi.

Siamo arrivati al mattatore del mercato, la batteria di pentole a induzione che chiunque vorrebbe possedere. Non c’è paragone con qualsiasi altra batteria, la qualità di queste pentole è fuori discussione. Acciao inox 18/10, cura dei particolari da manicomio, fondo a tre strati acciaio, alluminio, acciaio. Sembra brutto da dire, ma questo set di pentole a induzione probabilmente vi sopravviverà, ma almeno i vostri figli avranno una grande eredità 😀

Il set da 24 comprende: pentola Ø18/22/24cm, casseruola fonda due maniglie Ø18/22/26cm, casseruola bassa due maniglie Ø24cm, casseruola fonda a manico lungo Ø14cm, bollilatte Ø12cm, coperchi Ø 14/18 [2]/22 [2]/24 [2]/26 cm, mestolo, paletta, prendispaghetti, cucchiaione, forchettone, schiumarola e schiacciapatate.

Se non dovessero servirvi 24 pentole diverse, lo stesso set è dispobile in tagli da 10 e 13 pezzi. Se avete i soldi per comprarle, compratele, senza dubbio, il migliore set sul mercato.

Lagostina Grancucina Batteria in Acciaio, 24 pezzi

Price:

4.4 su 5 stelle (191 customer reviews)

0 used & new available from

 

Batteria pentole per induzione: come abbiamo visto la scelta è vasta, sbagliare non è così difficile, ma con un po’ di accortezza si portano a casa prodotti straordinari. Hai trovato qualche batteria pentole per induzione che vale la pena comprare? Fammelo sapere! Scrivimi nei commenti!

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